L'appuntamento era per il giorno 2 Maggio 1990, avrei dovuto presentarmi alle ore 7, all'entrata della Naval Air Station di Sigonella (Catania),
dove mi sarei aggregato al gruppo di giornalisti accreditati e assieme, saremmo partiti per quell'avventura tanto desiderata.
Ricordo i vari stati d'animo di queste persone, che come me, affrontavano per la prima volta, questo avvenimento eccezionale...la curiosità
di sapere quale spettacolo ci aspettava era tanta..tutti erano agitati ed emozionati...tranne uno... era un giornalista che avrebbe dovuto scrivere
un servizio, per una rivista per ragazzi molto famosa.
Questo tizio... (con mio grande disappunto)..disse apertamente, che a lui personalmente, non importava nulla, di tutte le emozioni che avremmo
sicuramente provato e che...a suo modesto parere...riteneva di poca importanza, tutta la cosa. La sua partecipazione, era voluta solo dalla casa
editrice... ma a lui personalmente... "non glie ne poteva fregare più di tanto!
Ora...a parte il fatto, che mi è sembrato poco serio come persona...sempre a dire scemate...ma mi sono trattenuto dal dirgli....povero Imbecille!...
Capisco che per lui, sarebbe stato un lavoro come tanti altri, ma credo anche più emozionante, che non un servizio giornalistico (con tutto il
mio rispetto per loro)...sulle corse in Mountain Bike....
Pazienza...il mondo è bello perchè vario...
In quell'occasione, ci sarebbe stato anche un visitatore eccellente... il Ministro della Difesa Belga, anch'esso coinvolto con la sua aviazione, in
queste esercitazioni Nato.
Ma torniamo indietro di un passo...prenotai  il volo per Catania per il giorno 1° Maggio.... l'aereo, un MD 80 dell'Alisarda, "avrebbe dovuto"
partire da Villafranca (Vr) alle ore 16 pomeridiane, ma a conferma di quanto affermato precedentemente, riguardo timori e paure...qualche cosa
dell'aereo,non funzionava a dovere e dopo varie manutenzioni (ricordo distintamente, tecnici in camice bianco, lavorare sotto un'ala, e sostituire
dei pezzi??) e posticipi di orario, se Dio volle, finalmente l'aereo stacco il carrello dalla pista verso le 19,,,, che sudata!!!!
Provate a pensare per un'attimo, se il volo fosse stato annullato, per avaria all'aereo!...  come ci sarei arrivato a Catania?...


Ma torniamo a tempi più recenti...la telefonata del Maj. Jeffery, oltre a confermare la mia richiesta inoltrata precedentemente, presso l'Ufficio
Pubbliche Relazioni del Comando della Sesta Flotta di Gaeta, mi dette anche una prima delucidazione, su ciò che avrei dovuto fare nei giorni
seguenti. Alla gioia iniziale, seguirono giorni d'inferno... 
Cominciarono per me, giorni di impaziente attesa ma anche, e sopratutto, di paura... avevo il timore che qualche intoppo dell'ultimo momento,
bloccasse o rimandasse a data da destinarsi, tutto quello già programmato.
Non sarebbe stata la prima volta, che per motivi di tensione politica, in qualsiasi parte del mondo, magari con nazioni ostili agli Stati Uniti,
questi si vedevano costretti a sospendere tutto. Sarebbe stato un guaio enorme... Quando mai si sarebbe ripresentata una simile occasione?
Ero talmente eccitato dall'attesa, che ricordo, le notti seguenti la telefonata, insonni e agitate...quando finalmente riuscivo a trovare il meritato
sonno...ero svegliato di soprassalto da un rumore sinistro, che nei sogni e nella fantasia che circolava nella mia mente in quei giorni,
sembrava molto simile al  fracasso di un'aereo in decollo... era invece lo spazzino comunale, che con il suo furgoncino, si fermava davanti ad
ogni casa, per raccogliere i sacchi dello sporco...  credetemi....non vi stò raccontando fregnacce...ero arrivato a questo punto.
Pregai tanto il Signore... perchè solo lui poteva decidere la buona riuscita, di questo mio tanto atteso e perciò.... straordinario avvenimento!
Il Signore nella vita, non mi ha mai negato il suo aiuto....anche quella volta, andò tutto ok. 
   
    
         




A questo punto, ancora super adrenalinico, per l'avvenuto carrier landing, mi avvio con gli altri passeggeri, verso la coda dell'aereo, dove si è
aperto il portellone, per permettere di scendere, e nonostante le cuffie, sento il rumore di motori accesi...sono sempre almeno una ventina di
aerei  in movimento, per ogni ciclo di volo, e... quest'ultimi, si ripetono ogni due ore.
Come scendo dal C2, mi si presenta subito quel paradiso... che ho sempre immaginato...un mondo movimentato e tanto rumoroso, fatto di
gesti austeri, ma tanto simbolici, addolcito però da mille colori...
Raggiungiamo la torre, camminando tra un corridoio di marinai, che ci indicano la strada da seguire, e mi accorgo di essere affiancato da due
piloti di Tomcat, che ci hanno preceduto nell'appontaggio, mentre... un fracasso infernale, mi fa vibrare tutto il mio interiore...è un A6 Intruder,
che non ha mancato la presa del cavo e si è fermato a 20 metri  da noi....troppo bello...mi sento anch'io uno di loro!
In un'attimo, ho capito come vanno le cose, a bordo delle mitiche citta galleggianti.
Tutto è molto veloce, si arriva e si riparte in un lampo, bisogna liberare il ponte in fretta, per i jet che appontano e che decollano (anzi....che
vengono lanciati dalle quattro catapulte)
Quando si è sul fly deck (il ponte di volo) o sulle terrazze dell'isola...(e comunque...all'esterno della nave) è d'obbligo indossare sempre, il
giubbotto e casco con occhialoni, mentre all'interno... se non si è accompagnati...è facile perdersi in un intrigo di scale e corridoi.
La portaerei è una vera città galleggiante.... un vero formicaio di circa 6000 persone, all'apparenza impegnate senza una meta precisa, ma
che in realtà, sono inquadrate in un sistema ad orologeria fatto di reparti, sezioni, squadre che fanno marciare la nave e volare gli aerei.
Ad un primo breafing informativo, un ufficiale ci avverte, che saremo liberi di andare dove vorremo, ovviamente accompagnati  dall'addetto
a cui siamo stati affidati, ma si raccomanda anche, di evitare di essere investiti da qualche aereo o addirittura, di fare un bagno in mare....
Potremo fotografare tutto ciò che vorremo, tranne qualche area riservata!
Buon divertimento!

Con molta probabilità...con il mio racconto... vi annoierò, ma devo assolutamente raccontarvi, come sono andate le cose...
Quando ricevetti la telefonata del Major John Jeffery, Capo ufficio del Public Affair Office del  Comando AFSOUTH di Bagnoli (Na),
per un pelo, non mi prende un accidente, dall'agitazione che mi era venuta addosso.
La telefonata, mi dava conferma verbale, che il mio nominativo era stato inserito nella lista dei giornalisti accreditati,  per l'imbarco
sulla portaerei Uss. Eisenhower, a bordo della quale, sarei arrivato in volo con un C2 Greyhound e quindi, con tanto di carrier landing.
Una volta imbarcato, avrei potuto assistere alle operazioni di volo, inerenti alle manovre aeronavali NATO Dragon Hammer, che si
stavano svolgendo nel Mar Mediterraneo.
Secondo voi, avevo un motivo valido, per svenire...? Era una vita che inseguivo questo sogno, ed ora stava per avverarsi.                                                            
Passare un giorno da protagonista, su una portaerei americana, era la cosa migliore che poteva capitarmi nella vita. La Marina Americana,
ma sopratutto la sua aviazione imbarcata ha sempre suscitato in me, una grande ammirazione e una grande curiosità, per quel suo mondo
caotico fatto di baccano infernale, di catapulte che sbuffano vapore, ganci d'arresto che sbattono sul ponte, cavi d'acciaio che si tendono,
quel balletto multicolore, che comunica solo a gesti....
Naturalmente, tutto questo fascino, era nato in me, prima ancora di aver visto Tom Cruise,nella parte di Maverick, che con tranquillità...
si mastica il chewin gum, mentre viene catapultato a 300 Km/ora con il suo Tomcat...(come avrà fatto, a non andargli in gola, quella cicca?)
Ero ancora bambino, quando mio fratello Ferdinando, mi portava al cinema Zaccaria a Cremona (città dove sono nato e cresciuto) dove
spesso si proiettavano film d'aviazione.
Allora... e stò parlando degli anni cinquanta, gli aerei erano argomenti abbastanza toccati, dal mondo del cinema; ricordo, tanto per citarne
qualcuno...Aquile nell'Infinito...Il Pilota Razzo e la Bella Siberiana...I Cacciatori... Inno di Battaglia... e tanti altri ancora...  ma i film che più, mi 
rimasero impressi nella mente, furono I Ponti di Toko-ri e i Valorosi.
Ambedue, erano ambientati sulle portaerei con i suoi Phanter, durante la guerra in Corea....
   
Scusatemi se proseguendo con la mia cronaca, non userò più il passato remoto, ma il presente...è ancora talmente vivo in me il ricordo, che è
come se stesse accadendo in questo momento....
Siamo oramai in volo da più di un'ora, mancano circa 15 minuti e il C2 comincia a rallentare abbassandosi verso il mare, che a malapena, riesco
a vedere da uno dei due microscopici oblò, nella carlinga del tozzo e potente bimotore da trasporto, dove si vola seduti guardando verso dietro,
la schiena rivolta al senso di volo, per meglio assorbire l'impatto....ma non c'è bisogno di vedere, quando saremo prossimi all'appontaggio...ce lo
fanno capire a gesti i due corpulenti sottufficiali, che dominano dalla coda, le poche file di sedili dell'aereo (circa una trentina di posti)
Premo bene sul capo, il casco protettivo, mi assicuro che le orecchie siano ben coperte dalle cuffie insonorizzanti come pure gli occhialoni, siano
bene aderenti, a ripararmi  gli occhi...quando scenderò dall'aereo, sul ponte di volo, troverò dei potenziali pericoli...calore, rumore, vapore...
Sento distintamente che il motore ha cambiato rumore, siamo vicini al nostro obbiettivo, giusto il tempo per ripassare la procedura d'emergenza,
verifico la chiusura del giubbotto gonfiabile e dò un'ultima strattonata alle cinture. un'occhiata alla maniglia che (speriamo non serva) sbloccherà
il portellone in caso di ammaraggio forzato, quindi mi spingo con forza, contro lo schienale.
Preannunciate da un grido, il militare fà roteare una mano per avvisarci che con due secche virate, stiamo mettendoci in linea per l'avvicinamento
finale alla pista di appontaggio.
La mano stretta a pugno, si abbassa come per tirare un invisibile freno rapido...e due enormi potenti mani, mi schiacciono contro il sedile...
In tre secondi, la velocità crolla dai 200 all'ora a zero....come avere un frontale con un'automobile, unica differenza è che l'urto è progressivo e non
si hanno risvolti traumatici sui passeggeri.
Arrivare in volo su una portaerei, con il gancio di coda che afferra il cavo d'acciaio, è un modo brutale, ma estremamente spiccio
Tutto è molto veloce, si arriva e si riparte in un lampo, bisogna liberare il ponte in fretta, perche tra circa quaranta secondi, un'altro jet,  di ritorno
dalla missione affidatagli e che stava volando in coda al nostro,  dovrà agguantare il cavo....se vorrà fermarsi in tempo prima di cadere in mare...


Il mattino seguente, rigorosamente puntuale, mi presentai all'entrata, e devo confessare, mi fece una forte emozione, vedere il mio umile
nome, nella lista degli ospiti, autorizzati ad entrare nella base della Marina Americana più grande in Europa, e che da lì a poco, un C 2
Greyhound dell' U.S. Navy...destinazione..una portaerei in navigazione nel Mar Mediterraneo..
Non stavo sognando... era tutto vero!
Dopo il benvenuto della Squadron Leader Sylvia A. Gibson, UKAF Capo Operazioni, della Public Information di Afsouth (Forze Alleate del
Sud Europa), che ci avrebbe accompagnato durante la trasferta sulla portaerei, assieme agli altri colleghi giornalisti, ci recammo nella sala
breafing, dove fummo presentati al comandante della base di Sigonella, il quale... dopo l' augurio per un buon lavoro,...UDITE UDITE... ci
ringraziò per l'interessamento rivolto alla Marina Americana, ma sopratutto..."GRAZIE" per la visita che stavamo apprestandoCI a fare,
a bordo della portaerei Uss. Eisenhower....quasi fosse stato per noi un disturbo!
Se solo avesse saputo, che sarei stato disposto a sacrificare dieci anni della mia vita, per quel disturbo...
Dopo essere stati informati, di quale sarebbe stato il programma della giornata, nonchè delle raccomandazioni, su come avremmo dovuto
comportarci, ai sensi della sicurezza, ci avviammo verso l'aereo, per avere un primo approccio, con il personale di bordo, che ci avrebbe
assistito durante il volo...nonchè con il pilota che... "molto scherzosamente"... affermò che sarebbe stato il suo primo appontaggio!... ma che
comunque...dovevamo stare tranquilli, che da parte sua, ci sarebbe stata tutta la buona volontà...affinchè l'operazione riuscisse nel migliore
dei modi... ovviamente era solo una battuta e la cosa ci divertì molto, ma... per scaramanzia...non potemmo farne a meno di toccarci le p....!!!
Saliti a bordo,.. infilato il casco e il giubbotto salvagente... allacciate le cinture, ci fù un contrattempo (oramai...mi ci ero abituato), dovevamo
attendere l'arrivo dell'aereo partito da Bruxelles, che trasportava il Ministro della Difesa Belga, che... come già detto in precedenza...sarebbe
stato anch'esso ospite (ovviamente in forma più diplomatica) della portaerei Uss.Eisenhower.
Arrivò con circa un'ora di ritardo e fù accolto, con poca diplomazia, da molti fischi da tutti noi, quasi esasperati dell'attesa..
E' ovvio che se fossi arrivato in ritardo io... non mi avrebbero certo aspettato e l'aereo...se ne sarebbe decollato puntuale senza di me ma...
la burocrazia deve fare il suo corso....
Pazienza..poco male!...l'importante era, che adesso si partiva per davvero e che finalmente cominciava la meravigliosa avventura...
Che Dio, ce la mandi buona!
       

Questa è la cronaca, ancora viva nella mia mente, di quei giorni frenetici, che caratterizzarono la mia prima avventura con la Marina Americana,
era il 2 Maggio 1990 nel mare Mediterraneoa bordo della  Uss. Eisenhower CVN 69  ma di simili avventure, ne seguirono altre quattro:
Il 2 Ottobre 1991 nel Mare Egeo al largo della Turchia, a bordo della Uss. Forrestal CV 59  Il 26/27 Settembre 1992 nel Mare Egeo al largo della
Turchia, a bordo della Uss. Saratoga CV 60 Il 30 Aprile 1993, nel mare Adriatico, a bordo della Uss. Roosevelt CVN 71 Il 14/15/16 Ottobre 1993,
nel mare Adriatico a bordo della Uss. America CV 66.... Da non dimenticare, la mia prima volta, che ho calpestato, il ponte di volo di
una portaerei, il 4 Luglio del 1982, quando nel Golfo di Napoli, era ancorata la Uss. Independence CV 62...Ma queste....sono altre storie...  

 
CV 62 - Uss. Independence
CV 62 - Uss. Independence
Golfo di Napoli - 4 Luglio 1982
CVN 69 - Uss. Dwight D. Eisenhower
CV 59 - Uss. Forrestal
CV 60 - Uss. Saratoga
CV 60 - Uss. Saratoga
CVN 71 - Uss. Theodore Roosevelt
CVN 71 - Uss. Theodore Roosevelt
CV 67 - Uss. America
CV 67 - Uss. America
CVN 69 - Uss. Dwight D. Eisenhower
CV 59 - Uss. Forrestal
Mare Mediterraneo - 2 Maggio 1990
Mare Egeo - 26/27 Settembre 1992
Mare Adriatico - 14/15/16 Ottobre 1993
Mare Adriatico - 30 Aprile 1993
Mare Egeo - 6 Ottobre 1991